Ajax: l'AI locale
di PewDiePie
senza filtri.
Felix Kjellberg, noto come PewDiePie, ha presentato Ajax: un modello AI progettato per girare localmente all'interno di un ambiente di lavoro chiamato Odysseus, evitando l'invio di dati al cloud e riducendo il comportamento di rifiuto predefinito.
Cos'è Ajax e come funziona.
Ajax è un modello di linguaggio di piccole dimensioni progettato per essere eseguito localmente sull'hardware dell'utente. Non è un software a sé stante, ma il motore di Odysseus, un workspace auto-ospitato che permette all'AI di gestire ricerche web, email e calendari senza dipendere da servizi cloud esterni.
La caratteristica distintiva è la rimozione dei filtri di rifiuto. Kjellberg ha utilizzato uno strumento open-source chiamato Heretic per l'abliterazione, un processo che elimina le risposte predefinite di rifiuto del modello per offrire un'esperienza meno restrittiva, mantenendo però, per sua dichiarazione, i limiti per i contenuti che incitano all'autolesionismo o al danno verso terzi: limiti che nessuno ha verificato in modo indipendente.
La guerra della distillazione.
Il lancio è accompagnato da una disputa con OpenAI, che ha sospeso l'account del creator per due volte. Per una delle due sospensioni, il motivo citato è la distillazione: una tecnica che usa gli output di un modello grande per addestrare un modello più piccolo.
Secondo la ricostruzione riportata dalle testate tecnologiche, OpenAI considera la distillazione una tecnica legittima in sé, ma i suoi termini di utilizzo vietano di usare gli output dei suoi modelli per crearne di concorrenti. Kjellberg sostiene che questa pratica sia simile a come vengono addestrati i modelli stessi, evidenziando la tensione tra i giganti del cloud e chi spinge per un'AI locale e aperta.
Perché interessa un'azienda italiana.
Per una piccola impresa di Brescia o di qualsiasi altra città italiana, Ajax non è un prodotto da acquistare, ma un segnale tecnico. Suggerisce che modelli di dimensioni contenute possono gestire compiti da assistente, come l'agenda o la ricerca, girando su hardware locale.
Il valore per una PMI sta nella privacy dei dati: l'idea di un agente che elabora informazioni aziendali sensibili senza che queste escano dal server interno riduce il rischio che quei dati finiscano verso i fornitori di servizi cloud. La tendenza si sposta dai modelli universali e giganteschi a modelli piccoli e specializzati per un compito specifico.
L'AI Act e la disponibilità.
Ajax non è ancora disponibile al pubblico. Quando arriverà in Italia, dovrà confrontarsi con l'AI Act dell'Unione Europea. Gli obblighi di trasparenza per i modelli di intelligenza artificiale general-purpose (GPAI) sono in vigore dal 2 agosto 2025.
In particolare, le regole di trasparenza per i contenuti generati dall'AI sono entrate in vigore ad agosto 2026: i fornitori devono garantire che siano identificabili. Se Ajax venisse distribuito nell'UE, il suo creatore dovrebbe rispettare le norme sulla trasparenza e sul copyright previste per i modelli general-purpose.
Cosa guardare adesso.
Al momento l'imprenditore non deve fare nulla: Ajax è un esperimento in corso. Tuttavia, è utile monitorare l'evoluzione dei modelli a pesi aperti e dell'hardware locale.
- Verificare l'hardware interno. Valutare se l'azienda possiede workstation con GPU sufficienti per far girare modelli locali.
- Mappare i processi ripetitivi. Identificare quali attività di agenda e email potrebbero essere delegate a un agente locale.
- Studiare l'AI Act. Distinguere gli obblighi di chi mette un modello sul mercato da quelli di chi lo usa in azienda: gli obblighi di trasparenza previsti per i modelli general-purpose ricadono sui fornitori.