L'illusione della
produttività dell'IA
nelle PMI.
Banca d'Italia stima che l'IA potrebbe alzare la produttività del lavoro in Italia di oltre un punto percentuale l'anno. I dati Istat del secondo trimestre 2026 mostrano però una crescita dell'occupazione guidata dai volumi, senza segnali di un salto di efficienza legato all'automazione.
Un punto di crescita ogni anno.
Secondo le ricerche di Banca d'Italia, un'integrazione diffusa dell'intelligenza artificiale potrebbe aumentare la crescita della produttività del lavoro in Italia di oltre 1 punto percentuale l'anno. Non si tratta di un automatismo, ma di un tetto teorico condizionato dalla capacità delle imprese di adottare gli strumenti su scala industriale.
Il Governatore Fabio Panetta avverte che l'efficacia di questo salto dipende dal percorso scelto: l'automazione pura rischia di spostare solo il reddito verso il capitale, mentre la creazione di nuovi compiti permetterebbe ai lavoratori di condividere i guadagni di efficienza.
I numeri dell'occupazione Istat.
I dati Istat del secondo trimestre 2026 mostrano un mercato del lavoro in crescita, ma senza i segni di una trasformazione strutturale. Gli occupati sono saliti a 24 milioni 363 mila, con un incremento di 155 mila unità rispetto al trimestre precedente. Il tasso di occupazione tendenziale ha raggiunto il 63,4%.
Se guardiamo ai dettagli, la crescita è trainata dai dipendenti a tempo indeterminato (+120 mila) e dagli indipendenti (+17 mila). È una dinamica di volume, non di valore: l'economia italiana sta aggiungendo posizioni lavorative, ma non sta ancora convertendo queste posizioni in unità più produttive grazie all'AI.
Il ritardo della frammentazione.
Il problema dell'Italia non è l'assenza di software, ma la struttura delle imprese. La frammentazione del tessuto produttivo e la bassa digitalizzazione rendono difficile l'adozione di massa necessaria per sbloccare quel punto di produttività stimato da Bankitalia.
I paesi che integrano l'AI più rapidamente potrebbero assicurarsi un vantaggio competitivo duraturo e attrarre più investimenti, mentre gli altri rischiano un calo di competitività relativa a livello globale.
Oltre l'acquisto del software.
Perché il salto di produttività diventi reale per una PMI, l'investimento non può limitarsi alla licenza di un modello linguistico. Occorrono tre passaggi organizzativi.
- Mappatura dei processi: identificare quali attività ripetitive assorbono tempo senza generare valore.
- Formazione specifica: colmare le competenze tecniche che mancano in azienda attraverso percorsi mirati.
- Ridefinizione dei ruoli: spostare il lavoro umano verso la supervisione e la creazione di nuovi compiti.
Senza questi passaggi, l'AI resta uno strumento usato da pochi dipendenti esperti, senza incidere sulla produttività aziendale.